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LE ORIGINI E LE CAUSE SCATENANTI

La causa (di comodo) che portò allo scoppio della  seconda guerra mondiale fu costituita dalla questione di Danzica implicante le più decise rivendicazioni della Germania hitleriana sul «corridoio polacco», ma le vere cause della guerra erano assai più remote e complesse possono essere riassunte nelle seguenti:

 1 - il contrasto franco-tedesco, determinato dalla volontà di rivincita della Germania, che  mirava al controllo del Trattato di Versailles e alla conquista del primato militare europeo.

 2 - il contrasto anglo-tedesco, determinato dall'insopprimibile volontà di potenza della Germania, che mirava sempre più apertamente e dichiaratamente alla conquista del primato politico ed economico europeo.

 3 - il contrasto italo-francese, determinato dalle divergenze d'interessi tra i due paesi, soprattutto nell'Africa e dalle rivendicazioni del nazionalismo fascista, che avanzava le più temerarie pretese su Nizza, sulla Savoia e sulla Corsica.

  4 -  il contrasto Italo - inglese, determinato dall'atteggiamento ostile assunto dall'Inghilterra nei nostri confronti al tempo dell'«impresa etiopica», e dalle preoccupazioni che suscitavano in Inghilterra gli aspetti sempre più aggressivi della nostra politica nazionalistica nel Mediterraneo (pressanti rivendicazioni sull'isola di Malta; aspirazioni al controllo del Canale di Suez, ecc.).

  5  - l'espansionismo imperialista del Giappone in Estremo Oriente, sfociato fin dal 1937 in guerra aperta contro la Cina.

 6  - l'avvicinamento italo-tedesco, o, per meglio dire, tra l'Italia fascista e la Germania nazista, determinato dall’affine ideologia, dai sempre più stretti accordi economici e politici, e dalla medesima tendenza all’imperialismo. Quest’avvicinamento tra i due stati aveva trovato la sua attestazione nella firma dell'Asse Roma - Berlino (ottobre 1936), nell'adesione del Mussolini al Patto Anticomintern (novembre 1937), e nella firma del Trattato di alleanza italo-tedesco (il cosiddetto «Patto d'acciaio», maggio 1939).

Tutte queste cause però si possono ridurre a una sola. La più vera e profonda causa della guerra fu, infatti, la brutale aggressività del nuovo imperialismo tedesco. Hitler non aveva esitato a iniziare una vera e propria corsa alla guerra, procedendo inesorabilmente all'annessione dell'Austria (il cosiddetto Anschluss) e alla conseguente conquista e spartizione della Cecoslovacchia. La cosiddetta questione di Danzica e del «corridoio polacco» non fu che l'ultimo atto di una fatale tendenza impérialistica, che doveva portare inevitabilmente alla guerra.

IL PRIMO ANNO DI GUERRA (1939).

             

- Il primo anno di guerra si concluse con esito favorevole alla Germania, che sconfisse e conquistò in poche settimane la Polonia, attaccata nel frattempo anche dalla Russia.

L'Invasione tedesca della Polonia (settembre 1939).Il 1° settembre 1939 la Germania iniziò l'invasione della Polonia, portando sul campo di battaglia tutto il peso delle sue poderose divisioni corazzate e della sua aviazione da bombardamento col proposito di concludere una guerra lampo (il cosiddetto« Blitzkrieg »). L'Inghilterra e la Francia, secondo gli impegni presi con la Polonia, dichiararono subito guerra alla Germania (3 settembre 1939) e proclamarono contro di essa il blocco economico; ma il loro aiuto si rivelò all'inizio poco efficace la Polonia infatti attaccata nel frattempo anche dalla Russia(17 settembre 1939) poté resistere solo poche settimane di fronte alle soverchianti forze nemiche ; il 27 settembre le truppe tedesche entrarono in Varsavia, costretta ad arrendersi dopo aver subito un massiccio bombardamento aereo; il 28 settembre 1939, infine, ebbe luogo la capitolazione della Polonia, il cui territorio fu poi diviso tra la Germania e la Russia.

Le conquiste russe. — Nello stesso anno, dopo aver occupato le regioni orientali della Polonia, la Russia impose la propria protezione   tre repubbliche baltiche della Lettonia, della Lituania e dell'Estonia (definitivamente annesse entro l'agosto 1940); e il 30 novembre 1939 invase la Finlandia, riuscendo ad imporle una revisione dei confini (armistizio di Mosca del 12 marzo 1940).

Fronte occidentale.- Sul fronte francese, intanto,gli opposti eserciti si fronteggiarono senza dar luogo ad alcuna azione militare di rilievo, e rimasero bloccati nelle rispettive linee fortificate: i francesi nelle fortificazioni della Linea Maginot, e i tedeschi nelle fortificazioni della Linea Sigfrido.

 linea”Sigfrido”     linea “maginot”

 

IL SECONDO ANNO DI GUERRA (1940).

             

 - Il secondo anno di guerra si concluse con esito favorevole alla Germania, che sconfisse e conquistò in breve tempo la Danimarca, la Norvegia, il Lussemburgo, l'Olanda,il Belgio e la Francia. Nello stesso anno si registrò l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania.

Le invasioni tedesche.       

 1 - Nel nuovo anno di guerra continuarono, con ritmo sempre più incalzante,le aggressioni tedesche .Il 9 aprile 1940, con azione fulminea, la Germania invase la Danimarca e riuscì a conquistarla in pochi giorni. Nello stesso giorno la Germania si accinse ad assalire, anche con forti attacchi aerei, la Norvegia, importante soprattutto come via di rifornimento per le notevoli risorse minerarie svedesi .L'invasione tedesca incontrò un'iniziale resistenza ,  ma dopo soli due mesi di lotta anche la Norvegia fu costretta ad arrendersi e a subire la dittatura filonazista

2 -  Il 10 maggio 1940 la Germania scatenò una violenta offensiva nella direzione del fronte occidentale, non esitando a violare la neutralità del Lussemburgo, dell'Olanda e del Belgio: le truppe tedesche invasero e costrinsero in pochi giorni alla capitolazione il Lussemburgo e l'Olanda (15 maggio 1940) . Nel corso di poche settimane anche il Belgio, attaccato in forze dall'esercito tedesco, fu costretto a cedere alla sopraffazione nazista (28 maggio 1940) . Le sorti della guerra erano sempre più decisamente sfavorevoli alle forze alleate, il cui schieramento venne sfondato nel settore fra Namur e Sedan; mentre le truppe inglesi venivano tagliate fuori e costrette ad abbandonare il suolo francese (cosiddetto reimbarco di Dunkerque, 26 maggio - 3 giugno 1940), subendo gravi perdite soprattutto di materiale.

La resa della Francia e la conclusione dell'armistizio (giugno 1940).

 1 -  Lo strapotere dell'esercito tedesco (aviazione, paracadutisti, carri armati, ecc.) rese rapida e irresistibile anche l'invasione della Francia (maggio-giugno 1940). Conclusa l'occupazione del Belgio, le armate tedesche irruppero nel territorio della Francia, aggirando la Linea Maginot;  l'esercito francese venne sconfitto e disfatto in pochi duri scontri sulla Somme e sull'Aisne (6-10 giugno 1940). Il 14 giugno 1940 infine,di tedeschi entrarono in Parigi. Nel generale clima di sfacelo morale e materiale il governo francese,  diede le proprie dimissioni, e si costituì un nuovo ministero, presieduto dal maresciallo Filippo Pétain, che non esitò a chiedere l'armistizio sulla base di condizioni estremamente gravose per la Francia   il 22giugno 1940 (cosiddetto armistizio di Compiègne). E' da notare che, in seguito all'armistizio, la nazione francese venne forzatamente divisa in due parti: una vasta zona a settentrione, direttamente soggetta alla dura occupazione tedesca; e un'altra zona al sud, sottoposta al regime antidemocratico e dittatoriale di Pétain (il cosiddetto governo collaborazionista di Vicky).

 2 -  L'Inghilterra, in cui era da poco salito al potere un governo di unione nazionale con a capo Winston Churchill (10 maggio 1940), rimase allora sola a sostenere l'urto della Germania, cui si era aggiunta l'Italia. Sottoposti, nell'agosto 1940, a terribili e indiscriminati bombardamenti aerei, che avrebbero dovuto essere il preludio di uno sbarco tedesco, gli inglesi resistettero eroicamente, facendo fallire per sempre gli ambiziosi piani tedeschi di invadere l'isola e di concludere in breve tempo la guerra .Nello stesso periodo la Germania allargò sempre più il fronte di guerra, imponendo la propria occupazione militare alla Romania, (ottobre 1940).

L'intervento dell'Italia (10 giugno 1940).  

 1 - L'Italia, allo scoppio della guerra, aveva proclamato la sua « non belligeranza »; ma,nonostante la nostra impreparazione morale e militare(oltre all'effettiva impopolarità di una guerra a fianco della Germania),  Mussolini volle accelerare i tempi del nostro intervento ritenendo, poco avvedutamente,che il conflitto fosse ormai prossimo alla fine .Il 10 giugno 1940, pertanto, l'Italia dichiarò guerra alla Francia e all'Inghilterra, dando svolgimento alle prime operazioni militari delle nostre truppe, impegnate contro la Francia sul fronte delle Alpi Occidentali. Dopo appena due settimane di guerra, il 24 giugno 1940 venne firmato a Roma l'armistizio franco-italiano, in base al quale l'Italia poté occupare alcuni territori di confine(annessione di Mentone, ecc.).

 2 - E' da tenere presente che, in questo anno di guerra, le truppe italiane (il cui comando generale era stato affidato al maresciallo Badoglio) dovettero operare su diversi fronti e furono impegnate nei seguenti avvenimenti bellici:

a.) la conquista della Somalia britannica (agosto 1940).

b.) la prima offensiva italiana in Libia (settembre1940), che portò il nostro corpo di spedizione — organizzato e diretto dal maresciallo Graziavi — alla conquista di Sollum e di Sidi el Barravi, cento chilometri dentro il confine egiziano. All'offensiva italiana corrispose peraltro, nello stesso anno, la prima offensiva degli inglesi, al comando del generale Wavell, i quali penetrarono in Libia e giunsero fino a Bengasi e ad Agedabia (dicembre 1940-febbraio 1941).

c.) l'attacco italiano contro la Grecia (28 ottobre1940), che dimostrò peraltro la grave inettitudine e imprevidenza del nostro governo e dei comandi militari (disorganizzazione; assenza di disposizioni; scarso equipaggiamento delle truppe, ecc.), e si risolse in un sostanziale insuccesso, tanto che i soldati greci penetrarono nel territorio albanese e giunsero ad occupare Santi Quaranta (dicembre 1940). Il maresciallo Badoglio veniva pertanto sostituito nel comando supremo dal generale Cavallero.

Per quanto riguarda il fronte aero-navale si devono poi ricordare i seguenti avvenimenti bellici:

- la battaglia di Punta Stilo, in cui la flotta italiana si scontrò vittoriosamente con quella inglese, riuscendo a colpire la corazzata inglese « Warspite » (luglio 1940).

- l'attacco di aerosiluranti inglesi, che provocarono gravi danni alla nostra flotta, ancorata nel porto di Taranto (novembre 1940).

 

 

IL TERZO ANNO DI GUERRA (1941).

 - Il terzo anno di guerra si concluse con esito ancora favorevole alla Germania, che sconfisse e conquistò in breve tempo la Jugoslavia e la Grecia, ed iniziò l'invasione della Russia. L'Italia fu invece costretta ad abbandonare le sue colonie dell'Africa Orientale. In questo anno si registrò, inoltre, l'intervento del Giappone, che scese in guerra a fianco delle potenze dell'Asse; e l'intervento degli Stati Uniti, che scesero in guerra a fianco delle forze alleate..

Fronte africano.

  1 -  Il nuovo anno si concluse con esito assolutamente negativo per le sorti della nostra guerra, soprattutto sul fronte africano, dove in breve tempo perdemmo tutte le nostre colonie dell'Africa Orientale. Più equilibrate, anche se in sostanza negative per le armi italiane, furono le sorti della guerra sul fronte libico. In un primo tempo le truppe italo-tedesche, al comando del generale Rommel, si impegnarono in una forte offensiva, che portò alla riconquista della pirenaica, (cosiddetta battaglia della Marmarica, marzo‑aprile 1941). Hitler ebbe peraltro il torto di considerare secondario e di non munire sufficientemente il fronte africano, cosicché fu possibile, verso la fine dell'anno una seconda offensiva inglese, col conseguente arretramento delle truppe italo-tedesche (novembre-dicembre 1941).

 2 -  Per quanto riguarda il fronte navale è da ricordare che la flotta inglese (sempre superiore di numero e di mezzi, e sensibilmente avvantaggiata dall'uso del «radar») si scontrò vittoriosamente con la flotta italiana nella battaglia di Capo Matapan, sulle coste meridionali della Grecia, riuscendo ad affondare tre nostri incrociatori ed infliggendo notevoli danni a numerose altre navi (marzo 1941).

Fronte balcanico.

 La preponderanza militare tedesca consentiva intanto sempre nuove conquiste della Germania sui vari fronti europei. Nell'aprile 1941 la Germania e l'Italia dichiararono guerra alla Jugoslavia e, dopo soli dodici giorni di operazioni militari, la costrinsero alla capitolazione (18 aprile 1941). Lo stato jugoslavo dovette pertanto subire la dura occupazione tedesca, e venne inoltre smembrato in più parti con l'annessione di Lubiana al territorio italiano (maggio 1941), e con la creazione di uno stato autonomo della Croazia. Nello stesso periodo i tedeschi, proseguendo la loro implacabile offensiva sul fronte balcanico, sconfissero rapidamente e conquistarono anche la Grecia, occupandone tutto il territorio ed entrando vittoriosamente in Atene (27 aprile 1941). Nel maggio 1941 venne poi conquistata, per opera di paracadutisti tedeschi, l'importante base dell'isola di Creta.

 

La dichiarazione di guerra alla Russia (giugno1941).

 A questo punto Hitler pensò di garantirsi le spalle sul fronte orientale e, spinto da una smisurata fiducia nello strapotere delle armi tedesche, non esitò ad affrontare la rischiosa impresa di un attacco militare contro il colosso sovietico. Pertanto il 22 giugno 1941 la Germania e l'Italia dichiararono guerra alla Russia; mentre anche l'Ungheria, la Romania, la Slovacchia e la Finlandia si affiancavano alle potenze dell'Asse nel conflitto contro l'Unione Sovietica. Il poderoso esercito tedesco (affiancato da un corpo di spedizione italiano) procedette ad una fulminea avanzata di centinaia di chilometri nel territorio russo, travolgendo ogni resistenza nemica e facendo milioni di prigionieri. In pochi mesi le truppe tedesche conquistarono l'Ucraina,la Russia Bianca e il territorio degli Stati Baltici, occupando Kiev e Rostov, e giungendo fino alle porte di Leningrado ed a meno di cento chilometri, da Mosca. L'inverno però  valse ad arrestare l'impeto delle forze armate tedesche e, nel novembre 1941, le truppe russe, sotto il comando supremo dello Stalin , riuscirono a fermare l'avanzata nemica, costringendo i tedeschi alla difensiva.

 

L'attacco giapponese a Pearl Harbour e l'intervento degli Stati Uniti (dicembre   1941)

 1 – Gli Stati Uniti, guidati dal presidente Roosevelt, non vollero restare estranei alle sorti di così grave conflitto, in cui erano posti nel più serio pericolo i principi fondamentali della democrazia e il destino stesso di tutta l'umanità. Di fatto, il peso della loro collaborazione all'Inghilterra e alle forze alleate ebbe più effetti sempre più rilevanti e decisivi, almeno a partire dal marzo 1941, quando venne approvata, per iniziativa di Roosevelt, la famosa legge « affitti e prestiti », con la quale gli Stati Uniti si impegnarono ufficialmente ad aiutare, con massiccia forniture di materiale bellico, i paesi in lotta contro la Germania. Inoltre, il 14 agosto 1941, ebbe luogo a bordo della corazzata inglese « Prince of Wales », nelle acque dell'Atlantico — un importante incontro tra il presidente Roosevelt e il primo ministro inglese Churchill, durante il quale i due uomini politici sottoscrissero la famosa « Carta Atlantica ».

 2 -  Nel dicembre 1941 il Giappone, strettamente alleato alle potenze dell'Asse (famoso « Patto Tripartito »,settembre 1940), non esitò ad attaccare senza dichiarazione di guerra gli Stati Uniti, provocando in tal modo il loro deciso intervento nel conflitto. Il 7 dicembre 1941 l'aviazione giapponese attaccò all'improvviso la flotta americana ancorata nella baia di Pearl Harbour (nelle isole Hawai), mettendo fuori combattimento otto corazzate. Gli Stati Uniti dichiararono allora la guerra contro il Giappone (8 dicembre 1941); mentre il conflitto si estendeva anche tra il Giappone e l'Inghilterra, che subì immediatamente una notevole perdita con l'affondamento delle corazzate « Prince of Wales » e « Repulse », colpite presso Singapore da aerosiluranti giapponesi (10dicembre 1941).

Negli stessi giorni la Germania e l'Italia dichiararono,a loro volta, la guerra agli Stati Uniti (11 dicembre1941).

I giapponesi con una impetuosa offensiva, costrinsero alla resa il possedimento inglese di Hong-Kong (25dicembre 1941), dilagando in breve nell'Indocina francese ,  nelle Filippine e in molti arcipelaghi del Palifico.

 

IL QUARTO ANNO DI GUERRA (1942).

 

 

- Il quarto anno di guerra si concluse con esito favorevole alle forze degli Alleati, che nella seconda metà dell'anno passarono all'offensiva su tutti i fronti: in Russia, nell'Africa Settentrionale ed in Estremo Oriente.

Fronte africano. Sul fronte africano si registrò un'ennesima offensiva italo-tedesca in Libia (maggio‑giugno 1942 e in Egitto  (giugno 1942). Pochi mesi più tardi, le truppe inglesi, al comando del generale Montgomery, operarono una vigorosa controffensiva (ottobre-novembre 1942) e riconquistarono ancora una volta la Cirenaica. Le forze dell'Asse, prive di rifornimenti, si andavano ormai fatalmente logorando .Nello stesso periodo si deve poi registrare il decisivo sbarco americano nel Marocco e nell'Algeria (8novembre 1942). Un poderoso esercito americano, al comando del generale Eisenhower, intervenne infatti sul fronte dell'Africa Settentrionale, operando una grandiosa manovra di sbarco sul suolo del Marocco e dell'Algeria, che vennero rapidamente occupate L' impresa dello sbarco americano in Africa si rivelò pertanto un avvenimento di fondamentale importanza per le sorti future della guerra.

Fronte russo. - Sul fronte russo le forze armate tedesche si impegnarono negli ultimi disperati tentativi e produssero l'estremo sforzo per risolvere la situazione a favore della Germania. Nel maggio 1942 riprese pertanto con rinnovata violenza l'offensiva e l'avanzata tedesca in Russia: l'esercito tedesco (affiancato da un'armata italiana,) procedette alla conquista della Crimea (maggio 1942); giunse a penetrare nella regione del Caucaso (luglio 1942); e si spinse fino alle porte di Stalingrado, sul fiume Volga (settembre 1942). Ma l'impeto tedesco si esaurì nell'assedio di Stalingrado ed ebbe inizio, da questo momento, il progressivo ed inesorabile ripiegamento ed indietreggiamento delle forze naziste (novembre 1942), conclusasi con lo sfondamento del fronte tedesco (dicembre 1942) e con l'accerchiamento dell'armata italiana nella zona del fiume Don (dicembre 1942 - gennaio 1943

Il movimento della Resistenza europea. – In tutti i paesi occupati i nazisti governavano intanto con la più spietata durezza, arrestando e deportando milioni di uomini ostili al nazismo, e in particolare gli ebrei, di cui avevano deciso l'eliminazione in massa (cosiddetta « soluzione finale » del problema ebraico). Nei terribili campi di concentramento, divenuti poi tristemente famosi (si ricordino i nomi di Dachau, Buchenwald, Auschwitz, Mauthausen, Bergen-Belsen, ecc.) furono torturati ed uccisi, nei modi più inumani, milioni di persone. Ma i popoli non rimasero inerti di fronte all'oppressione e alla barbarie nazista. In ogni paese occupato dai tedeschi (e specialmente in Russia, in Jugoslavia e in Francia) sorsero i movimenti clandestini, che si impegnarono nella più strenua « resistenza » contro gli invasori. Con le continue azioni di sabotaggio e con l'eroica lotta delle formazioni armate dei partigiani (particolarmente operanti soprattutto nelle regioni di montagna) le forze della Resistenza inflissero ai tedeschi sempre più gravi perdite e danni.

Fronte dell'Estremo Oriente. - Nei primi mesi del 1942 le truppe giapponesi continuarono, con disperata decisione, nella loro offensiva , ma col passare dei mesi, l'impeto offensivo del Giappone si venne progressivamente esaurendo; mentre cominciava a farsi sentire il peso dell'immensa produzione industriale americana. A partire pertanto dal maggio 1942 gli anglo-americani iniziarono in grandi forze una vasta controffensiva, che finì con l'arrestare lo slancio dell'avanzata giapponese: fu' appunto in tale periodo che la flotta americana, dotata di poderose portaerei, riportò delle schiaccianti vittorie contro i giapponesi nelle due grandi battaglie aeronavali del Mar dei Coralli (maggio 1942) e delle Isole Midway (giugno 1942), conquistando il dominio dei mari e costringendo i giapponesi alla difensiva su tutto il fronte.

 

IL QUINTO ANNO DI GUERRA (1943).

 

                   

 - Il quinto anno di guerra si concluse con esito favorevole alle forze degli Alleati, che mantennero l'iniziativa su tutti i fronti (in Russia, in Africa, in Estremo Oriente), e costrinsero l'Italia alla resa senza condizioni.

Fronte africano.

 1 -  Il quinto anno di guerra ebbe inizio col famoso Convegno di Casablanca, nel Marocco (gennaio 1943), tra il presidente Roosevelt e il primo ministro inglese Ckurcbill, i quali ribadirono solennemente la loro ferma intenzione di proseguire la guerra ad oltranza contro le forze del Tripartito e, certi ormai del successo finale, dichiararono di voler combattere senza tregua fino alla resa incondizionata della Germania, del Giappone e dell'Italia,

 2 -  Sul fronte africano il rilevante spiegamento delle forze anglo-americane provocò, in pochi mesi, la fine della campagna d'Africa. Il 13maggio 1943 tutte le forze dell'Asse impegnate nell'Africa Settentrionale dovettero arrendersi definitivamente di fronte alla superiorità degli avversari. Dalle munite basi africane gli Alleati furono allora in grado di organizzare ed effettuare il loro poderoso attacco sulle coste italiane.

Fronte russo. — Nel gennaio 1943 i russi iniziarono la liberazione del territorio sovietico dalle truppe occupanti, intensificando la loro violenta controffensiva contro i tedeschi ed entrando nel Caucaso settentrionale. Nel febbraio 1943 liberarono infine, dopo una serie di aspri combattimenti, la città di Stalingrado; mentre un'intera armata tedesca veniva accerchiata e costretta alla resa.Da questo momento, per tutto il 1943 e fino alla fine del conflitto, le truppe tedesche vennero costrette ad un lento, ma ininterrotto ripiegamento su tutta, la linea.

Fronte dell'Estremo Oriente. Sul fronte dell'Estremo Oriente gli americani organizzarono un attacco sempre più deciso contro il Giappone, e riconquistarono una dopo l'altra le più importanti basi navali dell'Oceano Pacifico (isola di Guadalcanal, ecc.), costringendo i giapponesi a un lento, ma inesorabile regresso su tutto il fronte.

La caduta del fascismo e l'armistizio dell'Italia.

 1 - il 12 giugno 1943 le forze alleate misero piede  sulle isole di Pantelleria e di Lampedusa; il 10 luglio, preceduto da un intenso bombardamento aereo sulle città e sulle basi militari, ebbe inizio lo sbarco sulle coste della Sicilia, tra Licata ed Augusta; e il 23 luglio 1943, senza aver incontrato notevole resistenza, gli anglo-americani entrarono in Palermo, avanzando poi rapidamente per tutta l'isola.

 2 -  Mussolini, che invano nel convegno di Feltre (19 luglio 1943) aveva chiesto aiuti militari a Hitler, perse  la fiducia degli stessi fascisti. Il 25 luglio  1943 il Gran Consiglio del Fascismo, riunitosi in una seduta straordinaria, si pronunciò decisamente per la sfiducia al proprio Duce, costringendolo a presentare le proprie dimissioni. Nello stesso giorno il re Vittorio Emanuele III (ormai convinto dell'opportunità politica di allontanare dal potere il capo del fascismo) ordinò di arrestare il Mussolini e diede incarico al maresciallo Badoglio di formare il nuovo i governo; mentre veniva dichiarato lo scioglimento del partito fascista. Ma  l’Italia continuava la guerra a fianco della Germania; mentre gli Alleati intimavano al nostro paese la resa (27 luglio 1943). Nello stesso periodo le forze alleate portarono a termine l'occupazione della Sicilia, conquistando Catania e Messina; e sottoposero varie città italiane a una serie di massicci bombardamenti (agosto 1943). Il 3 settembre 1943, le armate inglesi, al comando del generale Montgomery, sbarcarono sulle coste della Calabria; mentre, pochi giorni più tardi, un'armata americana, al comando del generale Clark, operava uno sbarco nei pressi di Salerno (8 settembre 1943).

 3 -  Intanto il governo italiano che non aveva mancato di prendere i primi contatti segreti con gli Alleati si decise  ad accettare la resa incondizionata, stipulando a Cassibile, presso Siracusa, l'armistizio dell'Italia con le potenze alleate (3 settembre 1943).Il nostro esercito, colto di sorpresa e lasciato del tutto senza ordini, subì in tale occasione un inevitabile sbandamento; ma, fin dai primi        giorni, molti furono gli episodi di valore compiuti dai nostri soldati in aspri conflitti contro i tedeschi, diventati ormai il vero nemico da combattere. Degno di particolare menzione fu, in questa tragica congiuntura, l'eroico comportamento delle nostre guarnigioni di Rodi, di Cefalonia e di Corfù, che combatterono e resistettero ad oltranza contro le soverchianti forze tedesche. In tutto il paese si vennero intanto costituendo e organizzando, per opera dei vari partiti politici antifascisti, riuniti nel cosiddetto « Comitato di liberazione nazionale », i primi nuclei armati del movimento partigiano, che si impegnò nella resistenza contro le forze tedesche.

 4 -  I tedeschi però avevano fatto confluire sul nostro territorio numerose divisioni potentemente armate e ,non ancora rassegnati alla sconfitta,  conquistarono in breve tempo gran parte dell'Italia; mentre centinaia di migliaia di soldati italiani venivano fatti prigionieri e deportati in Germania. Il 10 settembre 1943 le forze armate tedesche occuparono Roma, il 12 settembre un gruppo di paracadutisti tedeschi riuscì a liberare il Mussolini (prigioniero in un albergo di Campo Imperatore, sul Gran Sasso), conducendolo in Germania ad incontrarsi con Hitler. Il 23 settembre 1943 il Mussolini, ormai completamente soggetto al suo più potente alleato, fece ritorno in Italia, ponendo la propria residenza a Salò, sul lago di Garda; e costituì la cosiddetta  « Repubblica Sociale Italiana », riorganizzando il partito fascista (rimasto peraltro. senza grande seguito) e tentando di ricostruire un esercito per continuare la guerra a fianco della Germania.  Intanto, il 13 ottobre 1943, mentre gli Alleati avevano ormai occupato Napoli (3 ottobre) e si erano attestati sulla linea del Garigliano (nei pressi di Cassino), il governo Badoglio si decise a dichiarare la guerra alla Germania. Ebbe così inizio il periodo della « cobelligeranza » italiana con le forze alleate, e si vennero ricostituendo i primi reparti di un nostro esercito regolare.

IL SESTO ANNO DI GUERRA (1944).

             

 

Il sesto anno di guerra si concluse con esito ancora favorevole alle forze degli Alleati, che intensificarono ovunque la loro controffensiva e sbarcarono in massa sulle coste della Francia, aprendo il cosiddetto « secondo fronte ».

La guerra in Italia e lo sviluppo del movimento partigiano.

Nel nuovo anno di guerra l'avanzata alleata proseguì implacabile lungo gran parte della penisola. La resistenza delle truppe tedesche, al comando del generale Kesselring, si rivelò, a dire il vero, particolarmente tenace; ma non poté  impedire un nuovo sbarco degli Alleati sulle coste del Lazio, nei pressi di Anzio e di Nettuno (gennaio 1944). Alcuni mesi più tardi, dopo una serie di aspri combattimenti (durante i quali l'aviazione alleata distrusse, il 15 febbraio, la famosa Abbazia di Montecassino), le forze anglo-americane, al comando del generale Alexander, riuscirono a sfondare il fronte tedesco sulla linea di Cassino, costringendo i tedeschi a un progressivo ripiegamento (maggio 1944). Il 4 giugno 1944 gli Alleati entrarono poi in Roma, che venne così liberata dopo quasi nove mesi di una durissima occupazione tedesca (caratterizzata dal tragico massacro delle « Fosse Ardeatine », effettuato con implacabile ferocia il 24 marzo 1944). Proseguendo nella loro avanzata, il 22 agosto 1944 gli Alleati entrarono in Firenze (già liberata dalle forze partigiane) e procedettero poi fino all'Appennino tosco-emiliano, attestandosi sulla cosiddetta « linea gotica » (da Rimini al Tirreno), dove furono peraltro costretti ad un temporaneo arresto (settembre 1944). L'Italia, pertanto, rimase ancora per molti mesi divisa in due: le regioni settentrionali sotto la dura e spietata dominazione nazifascista, e le regioni centro-meridionali, sotto l'amministrazione militare alleata.

 cassino dopo il bombardamento

 

linea gotica

Lo sbarco degli Alleati in Francia e la costituzione del « secondo fronte ».  Il 6 giugno 1944 un formidabile esercito alleato, al comando del generale Eisenhower, operò un grandioso sbarco in Francia, sulle coste della Normandia (presso l'estuario della Senna), aprendo in tal modo il cosiddetto « secondo fronte » (dopo quello russo). In breve tempo le forze alleate occuparono il porto di Cherbourg (27 giugno) e s'impadronirono di Caen (luglio 1944). Pur resistendo tenacemente i tedeschi dovettero progressivamente ritirarsi su posizioni sempre più arretrate Contro l'enorme superiorità di mezzi e di uomini (navi, aerei, paracadutisti, ecc.) degli Alleati, ben poco giovava ormai anche l'impiego dei missili (le famose V 1 e V 2) che i tedeschi lanciarono ininterrottamente, per alcuni mesi, su Londra e sulle coste meridionali dell'Inghilterra. La sconfitta della Germania (le cui città più importanti venivano intanto sottoposte a massicci bombardamenti a tappeto da parte dell'aviazione alleata) appariva sempre più inevitabile agli stessi tedeschi. Nell'agosto 1944 un'armata americana e un'armata francese, provenienti dalle basi dell'Africa Settentrionale, sbarcarono in Provenza, inoltrandosi progressivamente per tutto il territorio. della Francia meridionale (che era stata integralmente occupata dai tedeschi). Il 25 agosto 1944 il generale De Gaulle, a capo dell'esercito della « Francia libera », entrò in Parigi, ormai liberata dagli invasori. Al primi di settembre quasi tutta la Francia era libera dall'occupazione nemica; e le forze alleate iniziarono la liberazione dell'Olanda e del Belgio, raggiungendo poi nella loro avanzata il confine occidentale della Germania. Il 21 ottobre 1944 gli anglo-americani, proseguendo nella loro azione offensiva, entrarono in Aquisgrana mentre le forze francesi, dal canto loro, penetravano nell'Alsazia ed espugnavano la città di Strasburgo (23 novembre 1944). Il 16 dicembre 1944 l'esercito germanico si produsse con tutte le sue forze in un'estrema e disperata controffensiva nelle Ardenne, costringendo le forze alleate a un temporaneo ripiegamento; ma, dopo circa un mese di aspri combattimenti (dicembre 1944 - gennaio 1945), il tentativo tedesco poté dirsi fallito e gli Alleati ripresero ben presto la loro definitiva avanzata.

Fronte russo.

  1 -  Nello stesso anno di guerra i russi procedettero nella loro implacabile avanzata, rioccupando tutto il loro territorio; e, nel settembre 1944, costrinsero alla resa la Finlandia e la Romania (che dichiarò poi guerra alla Germania). Nello stesso scorcio di tempo (settembre - dicembre 1944) le truppe russe occuparono la Bulgaria e l'Ungheria, ed iniziarono la loro penetrazione nel territorio della Cecoslovacchia e nelle regioni orientali della Polonia.

 2 -  Per quanto riguarda il fronte balcanico, nell'ottobre 1944 le truppe russe entrarono in Jugoslavia eoccuparono Belgrado; mentre le forze partigiane, guidate dal maresciallo Tito, liberavano definitivamente il paese dall'occupazione tedesca. Nello stesso periodo gli inglesi sbarcarono ad Atene (13 ottobre 1944) ed occuparono il territorio della Grecia. La Germania era ormai praticamente rinchiusa nei suoi confini.

Fronte dell'Estremo Oriente. - Sul fronte dell'Estremo Oriente gli anglo-americani ottennero ripetuti e sempre più decisivi successi contro i giapponesi. Tra il luglio e il dicembre 1944 le forze alleate sbarcarono nelle Filippine ed in Malesia, ed avanzarono progressivamente nel territorio della Birmania e della Cina. Nello stesso periodo la flotta americana riportò una schíacciante vittoria contro i giapponesi nella grandiosa battaglia aeronavale del golfo di Leyte (ottobre 1944), in cui la flotta giapponese venne completamente annientata,

IL SETTIMO ANNO DI GUERRA (1945).

- Il settimo anno di guerra si concluse con esito definitivamente favorevole alle forze degli Alleati, che costrinsero la Germania e il Giappone alla resa senza condizioni.

Il fronte italiano e l'opera dei « Comitati di Liberazione Nazionale ». — Nell'aprile 1945 anche sul fronte italiano ripresero le operazioni militari, che si

conclusero rapidamente con lo sfondamento della « linea gotica » da parte degli anglo-americani. Travolta ogni resistenza tedesca, le truppe alleate entrarono in Bologna (21 aprile) ed attraversarono il Po (24 aprile 1945), procedendo all'occupazione di tutta l'Italia settentrionale. Contemporaneamente i « Comitati di Liberazione Nazionale » proclamarono l'insurrezione generale del movimento partigiano. Il 25 aprile 1945 Milano e le altre città dell'Italia settentrionale insorsero trionfalmente, dandosi le prime istituzioni di vita democratica ed accogliendo con entusiasmo l'arrivo delle truppe alleate; mentre le formazioni partigiane dilagavano dalle montagne per tutta la pianura e costringevano ovunque i tedeschi e i fascisti alla resa. Intanto il Mussolini tentava un'ultima fuga, dirigendosi da Milano verso la Svizzera, ma venne catturato e fucilato dai partigiani (28 aprile 1945). Negli stessi giorni tutte le forze tedesche in Italia erano costrette alla resa senza condizioni (29 aprile 1945).

La resa della Germania (maggio -1945).

L'ultimo anno di guerra ebbe inizio con la famosa Conferenza interalleata di Yalta, in Crimea (febbraio 1945), tra il maresciallo Stalin, il presidente Roosevelt e il primo ministro Churchill, i quali decisero di operare un più stretto coordinamento nella comune -condotta di guerra fino alla totale disfatta e alla resa incondizionata della Germania, e presero accordi sulla futura sistemazione politica e territoriale dell'Europa e del mondo. Nei primi mesi del 1945 gli anglo-americani e i russi sferrarono, sui due fronti, il colpo mortale alla Germania. Sul fronte occidentale le forze alleate varcarono risolutamente il corso del Reno (7 marzo 1945) e, forti di ben otto armate, penetrarono nell'interno della Germania, occupando la Renania e la Ruhr; mentre l'esercito tedesco, sempre più sfiduciato, cedeva di schianto e non era più in grado di opporre alcuna valida resistenza Sul fronte orientale le armate sovietiche iniziarono una poderosa avanzata (gennaio 1945), occupando in breve tempo la Prussia Orientale, fino a superare la linea del fiume Oder (febbraio 1945). Contemporaneamente le forze russe penetrarono nel territorio dell'Austria ed occuparono Vienna (16 aprile 1945). Il 26 aprile 1945, sul fiume Elba, ebbe luogo l'incontro fra gli americani e i russi. Pochi giorni più tardi le truppe sovietiche travolsero, in una sanguinosa battaglia, le ultime resistenze tedesche ed occuparono Berlino; mentre Hitler si uccideva per non cadere vivo nelle mani del nemico (1 maggio 1945). Il 7 maggio 1945 l'ammiraglio Doenitz (nuovo capo dello stato tedesco) si decise infine a chiedere la resa incondizionata della Germania. Dopo quasi sei anni di guerra il principale stato aggressore era definitivamente vinto e piegato.

La resa del Giappone e la fine della seconda guerra mondiale (agosto 1945).

Sul  fronte dell'Estremo Oriente, la guerra continuava ancora. Nel 1945 le forze anglo-americane, riconquistate le Filippine e l'Indonesia, si apprestavano ormai ad assalire lo stesso territorio giapponese. Il Giappone si mostrava peraltro deciso a resistere ad oltranza anche dopo il crollo della Germania e respinse la resa intimatagli dagli Alleati (26 luglio 1945). Allora il presidente americano Harry Truman (succeduto nell'aprile al Roosevelt) non esitò a ordinare il lancio della prima bomba atomica su Hiroshima (6 agosto 1945) e della seconda bomba atomica su Nagasaki (9 agosto); mentre anche la Russia dichiarava la guerra al Giappone (8 agosto 1945), entrando con le sue truppe nel territorio della Manciuria. Le spaventose conseguenze delle due esplosioni atomiche (100.000 morti a Hiroshima, e 200.000 morti a Nagasaki) costrinsero infine anche il Giappone a chiedere la resa senza condizioni (14 agosto 1945) ed a subire l’occupazione militare americana.

Ebbe così termine, dopo tanti lutti e rovine (decine di milioni di morti; intere città distrutte; gravissima crisi economica, ecc.) l'immane tragedia della seconda guerra mondiale, che per quasi sei anni aveva sconvolto tutta l'umanità.

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